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In classe prima, la storia può sembrare un argomento astratto e difficile da affrontare. Come si può parlare di tempo che passa a bambini che faticano a distinguere tra “ieri”, “oggi” e “domani”? La risposta è semplice: partendo da ciò che conoscono meglio, la loro storia personale. Lavorare sugli obiettivi minimi di storia, in un’ottica inclusiva e concreta, permette a tutti i bambini, in particolare a quelli con Bisogni Educativi Speciali (BES), di acquisire le basi di questa disciplina in modo significativo e senza frustrazioni.
Gli obiettivi minimi rappresentano il nucleo essenziale di conoscenze e abilità che ogni alunno deve padroneggiare per progredire negli anni successivi. In storia per la classe prima, questi obiettivi si concentrano su concetti temporali molto elementari e strettamente legati all’esperienza quotidiana e personale del bambino.
Per gli alunni con Bisogni Educativi Speciali, l’astrazione del tempo è una sfida complessa. Per questo, l’approccio deve essere il più possibile concreto, visivo ed esperienziale.
L’introduzione della storia in classe prima, per tutti gli alunni e in particolare per quelli BES, non deve essere un esercizio mnemonico di date, ma un’esperienza di crescita e comprensione di sé. Lavorare sugli obiettivi minimi a partire dalla loro storia personale e familiare li aiuta a sviluppare un senso del tempo che diventerà la base per comprendere la grande storia del mondo. La storia, in questo modo, smette di essere un’astrazione e diventa un percorso personale e significativo.
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