Sottrazioni facilitate: raccolta di problemi figurati per l’inclusione

Insegnare la matematica significa, prima di tutto, abbattere le barriere dell’astrazione.

Per molti alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES), il passaggio dal numero puro al concetto di “togliere” può risultare complesso. Spesso, il testo di un problema scritto rappresenta un ostacolo insormontabile prima ancora di arrivare all’operazione. In questo articolo esploreremo come i problemi figurati con passaggi guidati possano trasformare la didattica della sottrazione.

Perché il supporto visivo è fondamentale?

Gli alunni con difficoltà cognitive, deficit di attenzione o disturbi del linguaggio faticano a decodificare il testo scritto e a mantenere in memoria i dati numerici.

La struttura ideale di una scheda inclusiva

Per essere davvero efficace, una scheda didattica per alunni BES non deve solo contenere un disegno, ma seguire una scansione logica in tre fasi:

1. La Fase Statica (Il Totale)

Il primo riquadro deve mostrare la situazione iniziale. Questo stabilisce il concetto di intero.

2. La Fase Dinamica (L’Azione)

Nel secondo riquadro avviene l’azione della sottrazione. Qui è fondamentale che l’immagine mostri visivamente cosa succede.

3. La Fase Risolutiva (Il Resto)

L’ultimo riquadro guida l’alunno verso il calcolo formale.

I problemi figurati non sono una “semplificazione eccessiva”, ma un ponte cognitivo. Permettono all’alunno BES di partecipare alla stessa attività della classe, lavorando sugli stessi obiettivi minimi ma con un linguaggio accessibile: quello delle immagini.

Le immagini utilizzate sono puramente indicative per esplicare il procedimento. Non vi è reale corrispondenza quantità numero.